
erugia resterà fra le città “fedelissime” all’Indulgenza della Porziuncola. Negli “Annali decenvirali” perugini si parlerà spesso dei pellegrini del “Perdono di Assisi”, che verranno esentati dalle gabelle nel loro transito attraverso il Comune; per essi sarà eretta nel 1277 (?) la “Fontana di piazza” (uno del capolavori della scultura italiana, realizzata dall’architetto fr. Bevignate e dagli scultori Giovanni Pisano e compagni), perché potessero dissetarsi nel loro soggiorno; ad essi si uniranno spesso i Priori del Comune. Da Perugia partiranno le offerte per le tonache dei frati della Porziuncola, per il vitto durante i Capitoli generali, per le varie riparazioni della Culla del francescanesimo e del convento della Porziuncola; finché i perugini s’impegneranno a sostenere le spese per la cappella più ricca della basilica di Santa Maria degli Angeli, che ebbe del resto per architetto il perugino Galeazzo Alessi (attuale Cappella del Sacramento, già intitolata a Sant’Antonio di Padova).
Legata al motivo penitenziale, che ripete le sue origini dalla spiritualità francescana, è l’origine dei “Disciplinati” (attestata verso il 1260), che da Perugia si estendono a tutta l’Italia centrale ed altrove, strettamente legati ai frati minori e ai terziari francescani o “Penitenti di San Francesco”.
Ma a Perugia esistono anche altri ricordi francescani, primo fra tutti il soggiorno di frate Egidio d’Assisi, nel romitorio di Monteripido (San Francesco al Monte). A Monteripido il beato sostò vari anni, edificando i perugini con la sua vita di preghiera, e consigliandoli con la sua bonaria sapienza contadina. Qui morì il 23 aprile 1262.
Alla fine del sec. XIV e nei primi decenni del sec. XV, si avrà la vera fioritura del francescanesimo a Perugia, soprattutto con gli Osservanti di frate Paoluccio Trinci, e poi con San Bernardino da Siena, San Giovanni da Capestrano e San Giacomo della Marca, che sosteranno lungamente in città, e specialmente a Monteripido, diventato roccaforte della spiritualità francescana, la quale influirà validamente sulle riforme morali e sociali dei perugini stessi.
Un nesso poeticissimo fra Assisi e Perugia francescana è costituito dal famoso “fioretto” della “perfetta letizia”, svoltosi sulla strada fra «Peroscia e S. Maria degli Angeli ».
Ma veniamo alla storia, la quale documenta la sosta dei figli e delle figlie di San Francesco, fin dai primi decenni dell'Ordine, in Porta Sant’Angelo, a San Francesco delle Donne, a Monteluce, al “Campo d’orto” diventato poi San Francesco al Prato, e definitivamente, più tardi, anche a Monteripido, o “San Francesco del Monte”.
Paolo Rossi
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